martedì 15 gennaio 2013

Molti festival cinematografici

Nel 1923 in Germania circolavano film come Il dottor Mabuse, Nosferatu, mentre si annunciavano I Nibelunghi di Fritz Lang. 
Circolava anche molta carta moneta, che valeva ogni giorno di meno e l’economia tedesca stava toccando il fondo della crisi. 
Ora le nostre attuali difficoltà – speriamo passeggere – vedono la progressiva chiusura delle sale cinematografiche e il moltiplicarsi dei festival. 
A Venezia si è aggiunto Pesaro, poi Taormina, Torino, Courmayeur e infine la Festa di Roma. Forse ne ho dimenticato qualcun altro minore e chiedo scusa. Non è strano. Quando le cose vanno male l’unica cosa da fare è organizzare una bella festa, forse per dimenticare. 
Intorno al 1820 Puskin ha scritto un bellissimo piccolo dramma, “Un festino durante la peste”, ispirato a “The City of Plague” di Christopher North (John Wilson). Dicono le cronache del tempo che, oltre al modello inglese, contasse anche l’esperienza personale dell’autore, vissuta durante un’epidemia di colera. Attualmente non siamo minacciati da epidemie, ma da una incombente recessione. 
Che fare di meglio se non una bella somministrazione di circenses? Ovviamente con danaro pubblico, sia pure con qualche modesto taglio. Con le consuete liti tra i direttori dei festival, le delusioni del pubblico per l’assenza dei divi, il progressivo disinteresse della critica. 
E pensare che era stata proprio l’Italia a inventare questo genere di manifestazioni con il primo Concorso Cinematografico Nazionale a Torino nel 1907 e il Primo Concorso Cinematografico Internazionale, tenutosi a Milano nel settembre-ottobre 1909. La Cines vi aveva persino presentato un Macbeth (sic!).



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