Anche se ho sempre ascoltato l’opera – per anni ho registrato alla radio il festival wagneriano di Bayreuth - non ho mai apprezzato la trasmissione “La Barcaccia” di Radio3. E questo perché i due conduttori, indubbiamente conoscitori di musica e di cantanti, condiscono il loro discorso con risolini e ammiccamenti; ignorando la differenza che passa tra essere spiritosi e fare dello spirito.
Ma ho dovuto ricredermi. Il duo Stinchelli e Suozzo ha intrapreso una feroce battaglia contro le “regie folli”, gli stravolgimenti che i "regiasti" delle opere praticano su epoca, costumi, scena e così via. Citano le invenzioni più incredibili (persone al gabinetto nella scena iniziale del “Trovatore”) e documentano con le loro registrazioni le vivaci proteste del pubblico di Parma.
Non so se la loro battaglia avrà successo. Sembra che anche i grandi direttori accettino e condividano l’andazzo e in genere la critica seria dei giornali non si occupa molto delle regie; accettando quella che è ormai una tendenza diffusa (e quindi poco originale): trasporre la vicenda del melodramma nei tempi attuali.
E del resto chi oserebbe mai condannare i nostri gloriosi registi, osannati anche all'estero?
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| Il duo Stinchelli e Suozzo |



